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Piccolo
glossario di Elettrotecnica
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A Top
Accumulatore elettrico. E' un voltametro (V.) nel quale
il passaggio della corrente in un certo verso determina un fenomeno
di polarizzazione agli elettrodi molto cospicuo, tale quindi da poter
fornire successivamente in fase di scarica una notevole quantità
di energia elettrica. Un accumulatore è dunque una cella elettrolitica
perfettamente reversibile, nella quale si sfruttano le forze elettromotrici
di polarizzazione.
Alimentatore
Dispositivo in grado di alimentare una macchina con materiale o energia
in modo continuo. In particolare, dispositivo in grado di fornire energia
elettrica a una macchina con tensione continua.
Alternatore
Macchina elettrica rotante per la trasformazione di energia meccanica
in energia elettrica (corrente alternata). È composta da un rotore,
dotato di un circuito eccitatore in corrente continua, che ruota in
un alloggiamento ricavato nello statore, generando in quest´ultimo
forze elettromotrici sinusoidali; lo spazio tra rotore e statore è
chiamato traferro.
Ampere
(A) Unità di misura fondamentale del Sistema Internazionale per
l´intensità di corrente elettrica, definita come l´intensità
della corrente costante che, percorrendo due conduttori paralleli, di
lunghezza infinita e sezione circolare infinitesima posti a 1 m di distanza
nel vuoto, produce fra di essi una forza di 2×10-7 N per ogni
metro.
Ampere
internazionale (Aint) È definito come la corrente che,
attraversando un voltmetro a nitrato d´argento, libera al catodo
0,001118 g/s di argento, ed è pari a 0,99985 A.
Amperometro
Strumento che misura l´intensità di una corrente elettrica
circolante in un circuito; deve essere inserito in serie nel circuito
stesso e caratterizzato dalla massima corrente misurabile (portata)
e dalla precisione. Nell´amperometro a corrente continua o elettromagnetico
viene misurata la rotazione di una bobina immersa in un campo magnetico,
in quanto proporzionale alla corrente che la percorre. Gli amperometri
a corrente alternata sono di diversi tipi: nell´amperometro a
ferro mobile viene misurata la forza di repulsione tra due pezzi di
ferro dolce (uno fisso e l´altro mobile) immersi in un campo magnetico,
essendo tale forza proporzionale all´intensità della corrente;
nell´amperometro elettrodinamico viene misurata la rotazione di
una bobina immersa nel campo magnetico di una seconda bobina collegata
in serie, essendo la rotazione proporzionale alla corrente che percorre
entrambe; nell´amperometro termico viene misurato l´allungamento
di un conduttore derivante dal riscaldamento causato dal passaggio di
corrente, oppure (amperometro bimetallico) la curvatura di una lamina
bimetallica causata dal diverso riscaldamento dei due materiali; nell´amperometro
a raddrizzatore si raddrizza la caduta di tensione causata dal passaggio
di corrente su una resistenza nota.
Anione
(o ióne negatìvo) Atomo o gruppo di atomi dotati di cariche
negative; nei processi elettrolitici, l´anione migra all´anodo.
Anodo
Componente di un apparecchio elettrico tenuto a potenziale positivo
rispetto al catodo. Verso l´anodo vengono attratte le cariche
negative (anioni).
B Top
Bifase
Vedi circuito polifase
C Top
Campo
elettrico Regione di spazio in cui una carica elettrica q risente
di una forza attrattiva o repulsiva F, definito come E=F/q (Vedi elettricità);
il campo elettrico è conservativo e in esso il lavoro per unità
di carica prodotto dal campo per spostare una carica da un punto a un
altro è chiamato differenza di potenziale tra i due punti e misurato
in volt. Data la stretta relazione esistente tra elettricità
e magnetismo, il campo elettrico viene studiato congiuntamente al campo
magnetico (campo elettromagnetico).
Campo
magnetico Regione di spazio nella quale esistono interazioni
magnetiche create dalla presenza di dipoli magnetici o di conduttori
percorsi da corrente; viene definito dal vettore induzione magnetica
B. Data la stretta relazione esistente tra magnetismo ed elettricità,
il campo magnetico viene studiato congiuntamente al campo elettrico
(campo elettromagnetico).
Catalisi
Fenomeno per cui certe sostanze, dette catalizzatori variano, in genere
aumentandola, la velocità di una reazione chimica senza venir
consumate. Il concetto e il nome di catalisi sono stati introdotti da
Berzelius (1835); il primo esempio di catalisiè l´esperimento
di Doebereimer (1823), in cui si mostra che, in presenza di spugna di
platino, l´idrogeno si accende in aria, a temperatura ambiente.
Praticamente tutte le reazioni sono soggette a catalisi (es. le combustioni
sono catalizzate da tracce di umidità).
Catione
(o ióne positìvo) Elemento, generalmente un atomo o un
gruppo di atomi, dotato di una o più cariche positive; nell´elettrolisi
i cationi migrano al catodo.
Catodo
Elettrodo o polo negativo di una cella elettrolitica o che funge da
sorgente di elettrodi in un tubo elettronico. In una pila è invece
il polo positivo su cui avviene la riduzione. Nelle celle galvaniche
è costituito da un supporto metallico ricoperto da uno strato
di ossido (bario) che, portato a temperatura adeguata, emette elettroni
(effetto termoionico). In un tubo catodico è costituito da un
filamento metallico (tungsteno) che ad alta temperatura emette direttamente
elettroni sfruttando l´effetto termoelettronico (catodo caldo).
Circuito
elettrico Sistema di conduttori elettrici disposti in modo
vario, atto a permettere il passaggio di corrente e il trasporto di
un segnale elettrico. Elementi fondamentali di un circuito elettrico
sono le maglie (o percorsi chiusi) e i nodi (in cui si connettono due
o più conduttori). Al suo interno possono essere applicati i
due principi di Kirchhoff. Se il circuito elettricoè chiuso,
la corrente può circolare senza interruzione e si ha trasporto
di carica elettrica. In varie tecnologie si dice circuito elettrico
chiuso un impianto senza soluzione di continuità (es. televisione
a circuito elettrico chiuso). Se i componenti del circuito elettrico
sono atti a trasportare un segnale, il circuitoè detto circuito
elettronico.
Circuito
polifase Si definisce circuito polifase un sistema costituito
da due o più circuiti elettrici alimentati con altrettante f.e.m.
sinusoidali rigorosamente isofrequenziali fra di loro ma fra le quali
esiste sempre una voluta e costante differenza di fase. Si noti che
ciscun circuito costituente il sistema polifase rappresenta quella che
si dice una fase del sistema stesso. In un sistema bifase si possono
quindi individuare due circuiti, in quello trifase tre circuiti, e così
via.
Compatibilità
elettromagnetica: l'idoneità di un dispositivo, di un'apparecchiatura
o di un sistema a funzionare nel proprio ambiente elettromagnetico in
modo soddisfacente senza introdurre disturbi elettromagnetici inaccettabili
per tutto ciò che si trova in tale ambiente.
Condensatore
elettrico Dispositivo in grado di accumulare elettricità,
costituito da due conduttori elettrici (armature) separati dal vuoto
o da materiale dielettrico, carichi con carica elettrica Q uguale e
opposta, proporzionale alla differenza di potenziale V presente secondo
un parametro C caratteristico del dispositivo: Q=CV. Il parametro C
è detto capacità del condensatore. Quando la superficie
delle due armature è variabile risulta proporzionalmente variabile
anche la capacità del condensatore. Durante la carica, il condensatore
assorbe un´energia pari a CV2/2, che restituisce durante la scarica.
Esistono condensatori piani (costituiti da due conduttori piani affacciati),
cilindrici o sferici; in un circuito i condensatori possono essere collegati
in parallelo (la capacità totale è data dalla somma delle
singole capacità) oppure in serie (la capacità totale
è data dall´inverso della somma degli inversi delle singole
capacità). Dal punto di vista costruttivo si distingue: condensatore
a mica che utilizza come dielettrico una sottile lamina di mica (ca
0,01 mm) che ha buone proprietà di resistenza agli sbalzi termici;
condensatore a carta di forma cilindrica costituito da sottili armature
metalliche, separate da un nastro di carta, avvolte a spirale; condensatore
a film sintetico che, utilizzando come dielettrico polistirolo, nylon
o policarbonato, consente delle capacità maggiori a parità
di dimensioni; condensatore elettrolitico che utilizza armature immerse
in un liquido che favorisce il deposito di un sottile strato di ossido
che si comporta come dielettrico
Corrente
Moto ordinato di cariche elettriche (V.elettricità) dovuto all´azione
di un campo elettrico, da punti a potenziale più elevato a punti
a potenziale minore se ioni positivi, in senso inverso se ioni negativi
o elettroni. Il termine è impiegato anche per definire la grandezza
fisica che identifica tale movimento, più propriamente intensità
di corrente, pari alla quantità di carica che attraversa la sezione
unitaria di un conduttore in un secondo, misurabile in ampere: nel Sistema
Internazionaleè una delle grandezze fondamentali, e nel calcolo
dimensionale è indicata con [C] o [I]. La corrente e. dà
luogo a un effetto magnetico nello spazio circostante, ha un effetto
termico (effetto Joule), un effetto chimico ( elettrolisi); nei conduttori
la corrente segue le leggi di ® Ohm.
Corrente alternata (c.a.) Corrente variabile in verso periodicamente,
con una frequenza caratteristica (50 Hz in Europa, 60 Hz in America).
Corrente continua (c.c.) Corrente costante in intensità e in
verso.
Corrente indotta Corrente che viene generata in un circuito da una variazione
del flusso di campo magnetico concatenato (legge di Faraday-Neumann-Lenz).
Corrente pulsante Corrente costante in verso e variabile in intensità.
Coulomb
(C) Unità di misura di carica elettrica derivata del Sistema
Internazionale, pari alla carica che attraversa in un secondo la sezione
di un conduttore percorso da una corrente costante di 1 A.
D Top
Decibel
(dB) Unità di misura del livello di attenuazione (o
guadagno) o di potenza di un segnale, espresso come logaritmo decimale
del rapporto dei livelli di due segnali, di cui uno di riferimento.
È pari a 10-1 bel.
Demodulatore
Apparecchiatura elettronica utilizzata per ricostruire, a partire da
un segnale modulato, il segnale modulante. Nel caso della modulazione
di ampiezza (rivelatore) esso è costituito da un raddrizzatore;
nella modulazione di frequenza il demodulatore. è chiamato discriminatore.
Differenza
di potenziale elettrico (ddp) Relativamente a due punti A e
B di un campo elettrostatico, misura dell´energia necessaria per
portare una carica positiva unitaria da A a B; è misurata in
volt ed è talvolta chiamata tensione elettrica tra A e B
Dinamo
Macchina elettrica rotante, che converte energia meccanica in energia
elettrica producendo corrente continua (usata nel senso inverso assume
il ruolo di motore). È costituita da un magnete (induttore) che
crea un campo magnetico in cui ruota un anello su cui è avvolto
un circuito con un notevole numero di spire (indotto); le spire vengono
attraversate da un flusso magnetico variabile nel tempo e si genera
in tal modo una forza elettromotrice indotta. La prima dinamo fu costruita
da A. Pacinotti nel 1860.
Diodo
Dispositivo elettrico non lineare a conducibilità unidirezionale,
ideato da J.A. Fleming (1904). Realizzato originariamente con un tubo
a vuoto o a gas, dotato di due elettrodi (filamento emettitore o catodo
e placca ricevitrice o anodo), veniva usato come raddrizzatore di corrente;
attualmente sono utilizzati diodi a semiconduttore, costituiti da una
piastrina di silicio con due regioni a drogaggio opposto, che delimitano
una giunzione pn; ai capi della giunzione si genera una barriera di
potenziale che, a seconda del senso in cui viene applicata una tensione,
blocca o permette il passaggio della corrente
E Top
Elettricità
Insieme dei fenomeni e delle proprietà fisiche della materia
in cui intervengono le cariche elettriche sia in quiete sia in moto.
L´elettricità è dovuta a interazioni subatomiche
che si evidenziano a livello macroscopico con fenomeni attrattivi, repulsivi,
di scariche, ecc. ed esiste in due forme diverse: quella negativa, propria
di corpi in cui gli elettroni sono in eccedenza (ottenibile strofinando
materiali come l´ebanite) e quella positiva, propria di corpi
che hanno ceduto elettroni (ottenibile strofinando materiali come il
vetro). I corpi dotati di elettricità si attraggono e respingono
tra loro seguendo la legge di Coulomb: a questo fenomeno è dovuta
in parte la coesione della materia. L´elettricità ha carattere
discreto, tale per cui ogni carica è multipla di una carica elementare
(l´elettrone per l´elettricità negativa, il protone
per l´elettricità positiva, pari in valore assoluto). L´elettricità
può essere statica ( campo elettrico) o dinamica ( corrente elettrica),
causata dal flusso di elettroni all´interno della materia, oppure
da quello di materia carica elettricamente (ione).
Elettrolisi
Migrazione degli ioni di un elettrolito verso elettrodi a cui è
stata applicata una opportuna differenza di potenziale.
Elettrolita
(o elettrolìta) Sostanza che allo stato fuso (sale) o in soluzione
(generalmente acquosa) è dissociata in ioni; un sale è
un elettrolita. forte (completamente dissociato) sia allo stato fuso
che in soluzione. Acidi e basi possono essere elettroliti sia forti
che deboli, cioè parzialmente dissociati.
Elettrologia
Parte della fisica che studia i fenomeni elettrici, i fenomeni magnetici
e le loro mutue interazioni (Vedi elettricità ed elettromagnetismo).
Le applicazioni pratiche di tali fenomeni sono trattate dall´
elettrotecnica e dall´ elettronica.
Elettromagnete
Dispositivo costituito da un nucleo di materiale ferromagnetico che
viene magnetizzato dal passaggio di corrente elettrica nella bobina
che lo avvolge e che si smagnetizza quando la corrente è interrotta,
usato nella costruzione di relè e di apparecchi in cui è
necessario generare forti campi magnetici.
Elettromagnetismo
(o interazióne elettromagnètica) Insieme dei fenomeni
elettrici e magnetici intesi nella loro mutua interazione, che costituisce
la manifestazione di una delle quattro interazioni fondamentali in natura,
la seconda a essere stata scoperta dopo la gravitazione.
Elettromedicale
Che riguarda le apparecchiature elettriche impiegate in medicina.
Elettrometria
Parte della metrologia che riguarda la misura di grandezze elettrostatiche.
Elettrometro
Strumento per la misurazione di differenze di potenziale in condizioni
elettrostatiche (in assenza di correnti sensibili).
Elettromotore
Apparecchio elettrico che produce il moto dell´elettricità
in un circuito chiuso.
Elettrone
Particella elementare stabile, la prima a essere identificata e studiata
(J.J. Thomson, 1897) e la più leggera dotata di carica elettrica;
tale carica, per convenzione considerata negativa e pari a 1,602´10-19
C, è la più piccola carica libera conosciuta ed è
quindi considerata carica elementare (e). La massa dell´elettrone
a riposo è di 9,109´10-31 kg (0,00054 volte quella del
protone); le altre caratteristiche sono il momento angolare intrinseco
dovuto alla rotazione intorno al suo asse pari a 1/2 (quindi l´elettrone
è un fermione e soddisfa il principio di esclusione di Pauli),
il momento magnetico intrinseco dovuto alla rotazione intorno al nucleo,
il raggio elettromagnetico (re=2,818´10-15 m) e la lunghezza d´onda
Compton (le=2,426´10-12 m); l´antiparticella dell´elettroneè
il positrone. Gli elettroni sono costituenti fondamentali dell´atomo,
occupandone quasi tutto il volume e ruotando intorno al nucleo, in virtù
di forze elettromagnetiche, in orbitali cui corrisponde un livello energetico
quantizzato. L´interazione elettromagnetica fra elettroni e la
relativa libertà di spostamento nei metalli spiegano la maggior
parte dei fenomeni elettrici e chimico-fisici oggi conosciuti
Elettronica
Branca dell´elettrologia che studia i fenomeni relativi al comportamento
degli elettroni e quindi alla conduzione di elettricità nei gas,
nel vuoto e nei solidi e le loro applicazioni ai tubi elettronici e
ai dispositivi a stato solido (semiconduttore). Le origini dell´elettronica
si devono ai risultati di T.A. Edison (1883) durante gli studi sulle
lampade a incandescenza, applicati nel 1897 da J.A. Fleming nella costruzione
della prima valvola (prototipo del diodo), innovata in seguito da L.
De Forest (1906) con l´invenzione del triodo. L´era moderna
dell´elettronica inizia con le prime applicazioni dei semiconduttori
(J. Bardeen, W.H. Brattain, W. Shockley, 1947) e lo sviluppo delle teorie
sulla superconduttività. A causa della natura delle applicazioni
dell´elettronica, essa viene spesso definita come disciplina che
studia la conduzione di elettricità associata all´elaborazione
e alla trasmissione dell´informazione
Elettronvolt
(eV) Unità di energia (e di massa, in base al principio di equivalenza
massa-energia) di particelle elementari, usata in fisica atomica e nucleare,
pari all´energia cinetica acquisita da un elettrone per effetto
della differenza di potenziale di 1 V. (1 eV = 1,602´10-19 J).
Elettropompa
Dispositivo integrato costituito da una pompa mossa da un motore elettrico.
Elettroscopio
Strumento elettrostatico utilizzato per verificare lo stato di elettrizzazione
di un corpo. È costituito da due sottili foglioline d´oro
o d´alluminio saldate all´estremità di un´asticciola
metallica che, posta in un contenitore trasparente e isolato, termina
all´esterno con una sfera metallica; se alla sfera si avvicina
il corpo elettrizzato, le foglioline si caricano per induzione con cariche
dello stesso segno, respingendosi.
Elettrosmosi
(o elèttro-osmòsi) Trasferimento selettivo di un soluto
attraverso una membrana porosa, sotto l´azione di una differenza
di potenziale. Il processo, che consente il trasferimento di ioni da
una soluzione diluita a una soluzione concentrata, è utilizzato
nella dissalazione dell´acqua salmastra.
Elettrotecnica
Insieme di tecnologie relative alla produzione, alla trasformazione,
al trasporto e all´utilizzazione dell´energia elettrica.
A seconda delle caratteristiche di una di queste fasi, l´elettrotecnica
viene suddivisa in branche specializzate (elettromeccanica, elettroacustica,
ecc.).
Elettrotermia
Parte dell´elettrotecnica che si occupa della trasformazione
di energia elettrica in energia termica | Conversione di energia elettrica
in energia termica.
F Top
Fisica
In senso lato, scienza che indaga i fenomeni naturali e il cui scopo
è la formulazione di un sistema di leggi che ne permettano una
conoscenza razionale e la più esatta possibile. In senso proprio,
il campo di indagine della fisica è limitato, per ragioni storiche,
allo studio della materia, dell´energia e dei loro reciproci rapporti.
Secondo la definizione data da W. Heisenberg, uno dei fondatori della
fisica moderna, è la scienza che "tratta del comportamento
delle cose nello spazio e delle loro modificazioni nel tempo".
La fisica nacque in Grecia nei sec. VI-V a.C. come filosofia della natura
e come ricerca dei principi costitutivi della realtà, concepiti
in modo qualitativo (scuola di Mileto) o quantitativo (Pitagora), prescindendo
da interpretazioni casualistiche (con l´eccezione delle teorie
atomistiche democritee). Con Aristotele l´indagine della natura
viene formalizzata secondo uno schema destinato a perdurare senza fondamentali
mutamenti fino al rinascimento: il metodo analitico delle proposizioni
unito alle osservazioni sperimentali, ordinate sistematicamente. I fenomeni
naturali vengono così spiegati in base a principi di carattere
qualitativo e la fisica rimane caratterizzata da un´impostazione
unicamente speculativa, unita all´osservazione passiva dei fenomeni.
La fisica classica ha inizio nel rinascimento, con il radicale cambiamento
metodologico nell´affrontare il problema della natura: l´introduzione
del metodo sperimentale strettamente legato al ragionamento matematico
(G. Galilei). La potenza di tale metodologia di indagine porta, alla
fine del sec. XVII, a una nuova visione meccanicistica della natura
(I. Newton), con la formalizzazione del concetto di forza e la spiegazione
dei fenomeni in termini di comportamento di corpi materiali sottoposti
a sistemi di forze. La scoperta di nuovi fenomeni conduce inoltre alla
definizione di concetti fondamentali (energia, campo, atomo).
La fisica assume così la sua connotazione moderna: lo studio
della natura attraverso la sperimentazione, la costruzione di teorie
e di modelli, e in seguito la verifica di tali leggi. Il suo campo di
indagine si concentra sulla materia e sull´energia; si allontana
così da altre branche della scienza (come la biologia, la chimica,
l´astronomia, la geologia), continuando però a fornire
a esse il supporto teorico necessario: nascono quindi nuove discipline
applicative, che si pongono come "ponte" tra la fisica e le
altre scienze, come la biofisica, l´astrofisica, la fisica-chimica,
ecc.
Nei sec. XVIII e XIX la fisica vede un rapidissimo sviluppo, divenuto
inscindibile da quello della matematica, che ne costituisce il linguaggio
e lo strumento ideale nella costruzione dei modelli. I passi fondamentali
in questi due secoli sono la scoperta dei fenomeni elettrici e magnetici
(C.A. Coulomb, A.M. Ampère, M. Faraday, K.F. Gauss) e la loro
sintesi a opera di J.C. Maxwell (elettrodinamica); la formalizzazione
della meccanica analitica (P.S. Laplace, L. Lagrange) e gli studi di
meccanica celeste (meccanica); la definizione di elemento chimico (A.L.
Lavoisier), la costruzione di una teoria atomica della materia e la
formulazione della teoria cinetica dei gas (L. Boltzmann); la definizione
del concetto di calore e dei principi della termodinamica (S. Carnot,
J.P. Joule, R. Clausius).
Tutto concorre alla convinzione che qualsiasi fenomeno naturale sia
spiegabile nei termini della meccanica newtoniana e del metodo galileiano.
All´inizio del sec. XX alcune nuove scoperte rendono visibili
i limiti della meccanica classica. Il tentativo di spiegare alcuni fenomeni
quali la radioattività (H. Becquerel), l´irraggiamento
di un corpo incandescente, il rapporto della velocità della luce
rispetto a quella di un osservatore portano alla necessità di
rifiutare una visione puramente meccanicistica della natura e a un ripensamento
sulla struttura stessa della materia. La critica di una visione assolutistica
conduce A. Einstein a rimettere in gioco gli stessi concetti di spazio
e di tempo; con l´enunciazione della teoria della relatività
nasce la fisica moderna, in cui la meccanica classica lascia il posto
a una meccanica relativistica. La teoria newtoniana viene rivista come
caso particolare di una teoria più generale. Parallelamente viene
riconosciuta la natura quantistica della luce (A. Einstein, M. Planck)
aprendo la strada alla meccanica quantistica (E. Schrödinger, L.
de Broglie, P.A.M. Dirac, P. Jordan, N. Bohr) e alla formulazione del
dualismo tra i comportamenti ondulatorio e corpuscolare dei fenomeni
subatomici. L´enunciazione del principio di indeterminazione (W.
Heisenberg) è un indice del mutamento nel rapporto tra ricercatore
e oggetto della ricerca. Gli sviluppi più recenti della fisica
sono in gran parte mirati all´indagine della struttura atomica
e subatomica della materia (fisica atomica, nucleare e delle particelle).
Tali ricerche, sviluppate a partire dagli anni ´30 con i primi
esperimenti di reazioni nucleari (E. Rutherford), hanno portato alla
produzione di isotopi radioattivi (F. e M. Curie) e alla realizzazione
delle reazioni a catena controllate (E. Fermi).
Un gran numero di scoperte ha fornito le prove sperimentali delle teorie
che stanno alla base della meccanica relativistica e quantistica. Da
un altro lato, lo studio delle proprietà meccaniche dei corpi
(F. Bloch), riviste alla luce della meccanica e dell´®elettrodinamica
quantistica, ha portato a spiegare fenomeni quali la polarizzazione
elettrica e il ferromagnetismo e ad applicazioni pratiche come il laser
e la superconduttività. Gli indirizzi contemporanei della fisica
rispecchiano tali ricerche (fisica delle alte energie, fisica dello
stato solido, fisica dei fluidi, fisica dei gas, criofisica, fisica
delle alte pressioni).
La struttura della materia lascia ancora dei problemi insoluti, cui
la fisicaè chiamata a rispondere: la più grande e impegnativa
delle sfide ancora aperte è quella dell´unificazione delle
teorie relative alle quattro interazioni conosciute in natura (gravitazionale,
elettromagnetica, nucleare debole e forte) in un´unica teoria
che possa spiegare completamente il comportamento della materia.
Forza
elettromotrice Causa atta a mantenere una differenza di potenziale
data agli estremi di un circuito aperto, pari in un generatore elettrico
al rapporto tra la potenza totale trasformata e l´intensità
di corrente, misurato in volt. A seconda della forma di energia convertita
dal generatore, si hanno fem di tipo termoelettrico, di induzione, piezoelettrico,
fotoelettrico, ecc.
Frequenza
Numero delle volte che si verifica un fenomeno periodico nell´unità
di tempo, inverso del periodo. Nei fenomeni elettrici e in altre branche
della fisica l´unità di tempo considerata è il secondo
e la f. viene quindi misurata in hertz (s-1).
G Top
Generatore
Apparecchio trasformatore di energia o dispositivo nel quale avviene
una trasformazione fisica o chimica.
Il generatore di corrente continua è la Dinamo.
Il generatore di corrente alternata è Alternatore.
Il generatore di vapore è la Caldaia a vapore.
Il generatore elettrostatico, o Macchina a strofinio o induzione (Van
de Graaff) è capace di produrre altissime differenze di potenziale
Il generatore magnetoidrodinamico (MHD) è una macchina capace
di convertire direttamente energia termica in elettrica, tramite l´interazione
tra un campo magnetico e un fluido che lo attraversa.
H Top
I Top
Illuminazione
di emergenza: illuminazione disponibile durante lo sfollamento
qualora venga a mancare l'illuminazione normale.
Impedenza
(Z) In un circuito percorso da corrente elettrica alternata rappresenta
il legame tra la tensione V e l´intensità di corrente I,
intese come funzioni variabili col tempo misurate in ohm. L´impedenza
corrisponde, in caso di grandezze costanti, alla resistenza R. Supponendo
le grandezze variabili in modo sinusoidale, l´impedenza può
essere così descritta: Z = radice quadrata di: R al quadrato
+ ( aL - 1/aC) al quadrato, dove R, L e C sono, rispettivamente, la
resistenza, l´induttanza e la capacità del circuito e w
è la pulsazione del segnale sinusoidale. La quantità wL-1/wC
è detta reattanza. La quantità 1/Z è detta ammettenza.
Iimpedenza caratteristica Rapporto tra tensione e intensità di
corrente in un punto qualsiasi di una linea di lunghezza infinita. È
utilizzata nelle linee a radiofrequenza, dove si riduce al valore di
una resistenza, caratteristico del tipo, del materiale e delle dimensioni
della linea.
Impulso
elettrico In un campo elettrico, si definiscono l´impulso
di corrente òidt (che rappresenta una quantità di elettricità)
e l´impulso di tensione òvdt (che rappresenta un flusso
di induzione magnetica). Caratteristiche di un impulso elettrico sono
la sua forma (come viene osservata su un oscilloscopio), l´intensità
massima e i tempi di salita e di discesa. I generatori di impulso elettrico
rivestono particolare importanza in elettronica, in quanto risultano
essere un comodo veicolo elettrico per il trasporto di informazione
binaria.
Induttanza
(L) In generale, misura della tendenza di un circuito elettrico a opporsi
al passaggio di una corrente variabile nel tempo. Più specificamente,
induttanza propria (o autoinduttanza o coefficiente di autoinduzione)
è la grandezza caratteristica di un circuito elettrico che esprime
il rapporto tra la variazione del flusso di campo magnetico concatenato
al circuito e creato dal passaggio di corrente e la variazione della
corrente stessa. L´induttanza è misurata in henry e contribuisce
alla impedenza del circuito (nche induzione magnetica).
Ione
Atomo o gruppo atomico che, per perdita o acquisto di elettroni, assume
carica elettrica, nel primo caso positiva (catione), nel secondo negativa
(anione). Gli ioni vengono indicati con il simbolo atomico seguito a
esponente dal segno + o - (a seconda della carica) ed eventualmente
da un numero (es. H+ o idrogenione; (SO4)2- o ione solforico).
J Top
Joule
(J) Unità di misura di lavoro, energia e quantità di calore
nel Sistema Internazionale, corrispondente al lavoro eseguito dalla
forza di 1 newton nel muovere un corpo di 1 metro nella stessa direzione
di applicazione della forza: 1 J = 1 N m.
Joule internazionale (Jint) Unità pratica di misura di lavoro,
energia e quantità di calore, pari a 1,00019 J.
L Top
Lampada
Sorgente artificiale di luce che utilizza la combustione o la trasformazione
di energia elettrica in radiazione luminosa. Nel primo tipo la luce
è prodotta dalla combustione di opportune sostanze (cera, petrolio,
gas): lampade di questo tipo furono usate fin dalla preistoria sotto
forma di una semplice conca in pietra in cui veniva bruciato grasso
animale. Le lampade a olio e poi a candela restarono le uniche fonti
di illuminazione artificiale fino alla metà del sec. XIX, quando
si diffusero nelle abitazioni le lampade a petrolio e si iniziò
a utilizzare per l´illuminazione stradale il gas naturale. Le
prime lampade ad arco elettrico, che utilizzavano elettrodi di carbone,
risalgono al 1813. Nel 1878 T. Edison introdusse la lampada. a incandescenza,
che faceva uso di un filamento di carbone e il cui perfezionamento resta
a tutt´oggi una delle fonti di illuminazione più usate:
essa è oggi costituita da un bulbo in cui è praticato
il vuoto o contenente un gas inerte e da un filamento sottile di tungsteno
che giunge all´incandescenza quando è attraversato da corrente.
Le lampade a luminescenza utilizzano l´effetto del passaggio di
una scarica elettrica in un´atmosfera gassosa ionizzata: le più
comuni utilizzano il neon e i vapori di mercurio e sodio; il colore
della luce prodotta dipende dal gas utilizzato. Nelle lampade a fluorescenza
un sottile strato di sostanza fluorescente emette radiazioni luminose
provocate dalla scarica elettrica che attraversa il gas o il vapore
contenuto nel tubo: possono essere a catodo caldo (in cui un filamento
di tungsteno viene riscaldato dal passaggio di corrente) o a catodo
freddo (in cui la scarica è creata tra due elettrodi metallici
ad alta emissione elettronica). Le lampade elettriche vengono caratterizzate
in base alla loro efficienza (rapporto tra flusso luminoso emesso e
potenza assorbita, misurata in lumen/watt), alla vita media (in ore),
al colore della luce. Dal punto di vista pratico, le lampade a incandescenza
vengono distinte in base alla potenza assorbita (in watt), alla tensione
di lavoro (in volt), al tipo di innesto (baionetta, vite, ecc.), alla
finitura del bulbo (smerigliato, trasparente, ecc.).
Lampadina
Bulbo di vetro contenente un filamento metallico che viene reso incandescente
dal passaggio della corrente elettrica.
Legge
di Coulomb Una delle proprietà più importanti
delle cariche elettriche è descritta dalla legge di Coulomb :
la forza elettrica F di attrazione (cariche di segno opposto) o di repulsione
(cariche di uguale segno) fra due cariche puntiformi Q1 e Q2 immerse
in un mezzo isolante è proporzionale al prodotto delle cariche
ed inversamente proporzionale al quadrato della loro distanza
Lumen
(lm) Unità di misura del flusso luminoso nel Sistema Internazionale.
Corrisponde al flusso emesso da una sorgente puntiforme isotropa di
intensità pari a 1 candela entro l´angolo solido di 1 steradiante:
1 lm = 1 cd sr
M Top
Manutenzione:
La manutenzione consiste in una serie di provvedimenti preventivi o
di altra natura applicati alle opere in modo che esse soddisfino tutte
le loro funzioni per l'intera vita di esercizio. Dette misure comprendono
la pulizia, l'assistenza, la riverniciatura, la riparazione, la sostituzione
delle parti delle opere che lo richiedano ecc. (2) La manutenzione ordinaria
comprende generalmente le ispezioni e si effettua quando il costo dell'intervento
da eseguire non è sproporzionato rispetto al valore della parte
delle opere interessate tenendo conto dei costi indiretti.
Massa
elettromagnetica Nell´interazione tra un campo elettromagnetico
e una particella carica, è così chiamato in analogia con
la meccanica il rapporto tra la quantità di moto acquisita dalla
particella e la sua velocità.
Materiale
elettrico: ogni materiale elettrico destinato ad essere adoperato
ad una tensione nominale compresa fra 50 e 1.000 V in corrente alternata
e fra 75 e 1.500 V in corrente continua.
Modulazione
Modifica di uno dei parametri di un´oscillazione elettromagnetica
(portante) in funzione del valore istantaneo di un altro segnale (modulante)
che si desidera trasmettere. Nella modulazione d´ampiezza (AM),
in base al segnale modulante viene variata l´ampiezza istantanea
di un´onda a frequenza fissa, generando un segnale composto dalla
portante stessa e da due bande laterali; spesso la portante e una delle
bande laterali vengono filtrate, ottenendo trasmissioni in banda laterale
unica (BLU o SSB) che necessitano di minore potenza. La modulazione
d´ampiezza è caratterizzata da semplicità dei circuiti
e buon utilizzo della banda ed è normalmente impiegata per le
trasmissioni a medio o lungo raggio. Nella modulazione di frequenza
(FM) il segnale modulante fa variare la frequenza della portante intorno
al valore di base. È caratterizzata da maggiore indipendenza
da disturbi e interferenze ma necessita di una banda ampia; è
usata in radiodiffusione e nei ponti radio. Simile a quest´ultima
ma raramente usata è la modulazione di fase. Se la portante è
costituita da segnali campionati, si parla di modulazione a impulsi:
tra queste riveste particolare importanza lamodulazione a impulsi codificati
(PCM) in cui successioni di impulsi binari vengono messi in corrispondenza
con l´insieme di messaggi tramite un codice prefissato.
Monofase
Di circuito a corrente alternata non polifase, per cui basta una linea
con due conduttori.
N Top
O Top
Ohm (W) Unità di misura della resistenza elettrica
del Sistema Internazionale, pari alla resistenza tra due punti di un
conduttore ai quali è applicata una differenza di potenziale
di 1 volt quando il conduttore è percorso dalla corrente di 1
ampere e non è sede di forze elettromotrici: 1 W = 1 V/A.
Ohm
metro (Wm) Unità di misura della resistività
elettrica nel Sistema Internazionale
Orbitale
(In meccanica ondulatoria, funzione d´onda che determina la regione
di spazio intorno al nucleo in cui si ha massima probabilità
di trovare un elettrone; ogni o. è descritto da 4 parametri (numeri
quantici atomici) e può contenere al massimo due elettroni. A
seconda della loro forma spaziale sono divisi in quattro categorie (s,
p, d, f). La descrizione della struttura elettronica così effettuata
è alla base della moderna classificazione degli elementi chimici.
Oscillatore
elettronico Circuito elettronico in grado di produrre oscillazioni
elettriche la cui frequenza dipende dalle caratteristiche specifiche
del circuito (capacità, resistenza, induttanza). Il primo oscillatore
elettronico (oscillatore hertziano) fu costruito da H. Hertz nel 1887,
a conferma sperimentale delle intuizioni di J.C. Maxwell, e costituisce
il primo generatore di onde elettromagnetiche.
Oscilloscopio
Apparato costituito da un tubo a raggi catodici sul cui schermo si può
osservare l´andamento nel tempo di qualunque fenomeno elettrico,
usato specificatamente per lo studio di fenomeni oscillatori (con frequenze
fino a 2000 MHz) trasformabili in grandezze elettriche mediante un trasduttore
(es. vibrazioni sonore).
P Top
Pila
Generatore elettrochimico di forza elettromotrice continua, basato sulla
trasformazione dell´energia chimica in energia elettrica, costituito
da una catena di due o più conduttori metallici e uno elettrolitico.
Ideata da A. Volta (1800), era inizialmente costituita da una colonna
(da cui il nome) composta da dischi alternati di rame e di zinco separati
da una pezzuola imbevuta di soluzione di acido solforico (pila. di Volta).
Le pile con elettrolita liquido sono oggi solo usate come strumenti
di riferimento (es. pila Weston utilizzata per la definizione del volt
internazionale, pila Daniell, pila Latimer-Clark). Come generatori in
apparecchi portatili sono invece usate le pile a secco, in cui l´elettrolita
è solido o gelatinoso, di tipi diversi: a grafite-ossido di mercurio
(o pila a mercurio), a zinco-carbone (pila Leclanché), a zinco-manganese
o alcaline, standardizzate sia per forma e dimensioni sia per i valori
della tensione fornita.
Potenziale
Grandezza scalare definita in ogni punto di un campo conservativo come
il lavoro necessario per portare l´entità unitaria (massa
nel campo gravitazionale, carica puntiforme in quello elettrostatico)
da quel punto all´infinito. La relazione che lega il potenziale
V al vettore v del campo è v=gradV. Il termine fu proposto da
K.F. Gauss relativamente al concetto introdotto da G.L. Lagrange (1773)
per semplificare la trattazione matematica delle forze newtoniane. Il
potenziale è quindi funzione della posizione e a esso è
associato il concetto di energia potenziale. In un campo centrale il
suo valore è inversamente proporzionale alla distanza dal centro.
In modo analogo, termine con cui viene indicata l´energia necessaria
per la creazione di uno ione (potenziale di ionizzazione) o in meccanica
quantistica per l´estrazione di una particella ( barriera di potenziale,
buca di potenziale).
Q Top
R Top
Radiotrasmettitore
Dispositivo per la trasmissione di un segnale modulato su un´onda
radio. È costituito da un generatore sinusoidale a frequenza
radio, da un insieme di circuiti di amplificazione e di modulazione
della portante col segnale da trasmettere, convertito in grandezza elettrica
da un apposito convertitore. Il segnale generato, attraverso un amplificatore
di potenza finale, viene inviato all´antenna trasmittente. Le
caratteristiche della trasmissione dipendono dalla banda di frequenze
del generatore sinusoidale, dal tipo di modulazione (in ampiezza o in
frequenza) e dalla potenza dell´amplificatore finale.
Resistenza
elettrica Grandezza fisica che rappresenta la tendenza di un
conduttore a dissipare in calore (effetto Joule) l´energia associata
alla corrente elettrica da cui è percorso. Dipende dal materiale
del conduttore (resistività), dalle sue dimensioni (lunghezza
e sezione), dalla temperatura e, in caso di corrente alternata, dalla
frequenza di questa. Secondo la legge di Ohm è definita come
rapporto tra la differenza di potenziale applicata agli estremi del
conduttore e l´intensità della corrente. Nel Sistema Internazionaleè
misurata in ohm
Ricevitore
Apparecchio, dispositivo od organo atto a ricevere e rivelare l´energia
emessa da una sorgente
S Top
Superconduttività
Fenomeno caratteristico di alcune sostanze conduttrici nelle quali,
al di sotto di una determinata temperatura critica Tc, si verifica una
brusca diminuzione della resistività. A tale fenomeno è
associato un analogo effetto di diminuzione della permeabilità
magnetica per campi magnetici superficiali al di sotto di un valore
critico Hc, legato anch´esso alla temperatura Tc. Tale proprietà
è caratteristica dei metalli di transizione con stato di ossidazione
pari a 3, 5, 7 (nichel, tecnezio, vanadio, cromo, manganese, gallio,
ecc., con Tc dell´ordine di 1-5 K).
La superconduttività fu scoperta nel 1911 da H. Kamerlingh Onnes
e spiegata nel 1957 da J. Bardeen, L.N. Cooper e J.R. Schrieffer con
la teoria BCS, secondo cui nelle condizioni di transizione si formano
per interazione attrattiva delle coppie di elettroni con quantità
di moto e spin opposti, che rendono instabile il materiale, comportandosi
come particelle di carica doppia. Gli esperimenti di K.A. Müller
e J.G. Bednorz (1986) sulla superconduzione in materiali (lantanidi,
ossidi di rame) a temperature maggiori di 25 K e in seguito quelli di
C.W. Chu (1987) in composti di ittrio e bario a 125 K hanno dato origine
alle ricerche sulla superconduttività alle alte temperature,
che non richiede le complicate tecniche necessarie per mantenere il
materiale a temperature prossime allo zero assoluto. Tra le applicazioni
più importanti della superconduttività, la costruzione
di magneti superconduttori, utilizzati nei dispositivi di risonanza
magnetica, negli acceleratori di particelle e nello sviluppo di dispositivi
a sospensione magnetica.
T Top
Teorema
di Gauss Il teorema di Gauss afferma che il flusso totale del
vettore spostamento attraverso una superficie chiusa qualsiasi FSC(D)
è uguale alla somma algebrica delle cariche elettriche QSC racchiuse
all'interno della superficie considerata
Termocoppia
(o còppia termoelèttrica) Elemento composto da due conduttori
metallici di materiali diversi, uniti alle estremità alle quali,
applicando un gradiente termico, si sviluppa per effetto termoelettrico
(o Seebeck) una forza elettromotrice a esso proporzionale.
Traliccio
Sostegno metallico reticolare, usato specialmente. per portare fili
ad alta tensione e simili
Trasduttore
Qualsiasi dispositivo in grado di convertire una grandezza fisica in
un´altra. In particolare, dispositivo usato per convertire una
grandezza non elettrica in un segnale elettrico e viceversa. Gli esempi
più comuni sono i trasduttori elettro- e meccano-acustici (microfoni,
pick-up dei giradischi, altoparlanti) e quelli impiegati in metrologia
per la misura tramite strumenti elettrici di grandezze di varia natura.
Transistor
(o transistóre) (dall´ingl. transit resistor,
"resistore di transito") Componente attivo di un circuito
elettronico, inventato nel 1948 da J. Bardeen, W.H. Brattain e W.B.
Shockley. È costituito da un blocchetto di materiale semiconduttore
cui sono collegati tre contatti (collettore, emettitore, base), assimilabile
dal punto di vista schematico a un resistore la cui resistenza tra collettore
ed emettitore è controllata dal potenziale della base.
Trasformatore
Macchina elettrica statica che trasforma, con elevati rendimenti (>
95%), la corrente alternata variandone la tensione ma lasciandone inalterata
la frequenza. Consiste in un nucleo di materiale ferromagnetico laminato
a circuito chiuso sul quale sono avvolti due circuiti: il primario,
che riceve la corrente da trasformare, e il secondario, in cui si genera
la corrente a tensione differente. La corrente alternata che circola
nel primario genera nel nucleo un flusso magnetico che a sua volta genera
per induzione elettromagnetica una corrente nel secondario. Il rapporto
tra i valori di tensione in entrata e in uscita è uguale a quello
del numero di spire tra i due avvolgimenti e inversamente proporzionale
a quello delle correnti. A seconda che tale rapporto sia maggiore o
minore di 1, la trasformazione è detta in discesa o in salita.
Trifase
Detto di particolare sistema polifase in cui le tre grandezze (correnti
e tensioni alternate) sono sfasate a due a due di un terzo di periodo;
tali sistemi si impiegano in alternatori, trasformatori, motori asincroni
e nelle reti di distribuzione.
Triodo
Tubo elettronico a tre elettrodi derivato dal diodo e realizzato da
L. De Forest nel 1906, usato come amplificatore di tensione. In esso
il terzo elettrodo (griglia), tenuto a potenziale positivo rispetto
al catodo e negativo rispetto all´anodo, ha la funzione di selezionare
gli elettroni con energia superiore a quella del suo potenziale. Le
variazioni di corrente, entro determinati limiti, risultano proporzionali
alle variazioni del potenziale di griglia: il rapporto tra le variazioni
di tensione dell´anodo e della griglia è detto rapporto
di amplificazione del triodo.
U Top
V Top
Volt
(V) Unità di misura della differenza di potenziale,
della forza elettromotrice e della tensione elettrica nel Sistema Internazionale.
Equivale alla differenza di potenziale esistente tra due punti di un
conduttore che, percorso dalla corrente di 1 ampere, dissipa per effetto
Joule la potenza di 1 watt senza che avvengano altri fenomeni energetici:
1 V = 1 W/A.
Volt
internazionale (Vint) Unità di misura della differenza
di potenziale, definito come la frazione 1000/1018,3 della forza elettromotrice
esistente ai capi di una pila campione (pila Weston satura alla temperatura
di 20 °C) e pari a 1,00034 V.
Volt
secondo (Vs) Unità di misura del flusso di induzione
magnetica pari a 1 weber.
Volt
termico Unità di misura della differenza di potenziale
termico, pari a quello esistente tra le facce di un conduttore termico
quando tra esse esiste una differenza di temperatura di 1 K.
Voltametro
E' un recipiente avente le pareti e il fondo di materiale buon isolante,
riempito di una soluzione acquosa, ad esempio acido cloridrico (HCl),
nel quale si trovino immerse due lastre (elettrodi) di materiale buon
conduttore dell'elettricità, ma tali da non reagire nè
con l'acqua nè con l'elettrolita.
W Top
Watt
(W) Unità di misura della potenza nel Sistema Internazionale,
pari alla potenza che dà origine alla produzione o alla dissipazione
di energia di 1 joule in 1 secondo: 1 W = 1 J/s. Da un punto di vista
elettrico, è pari alla potenza dissipata da un conduttore percorso
dalla corrente di 1 A quando ai suoi morsetti viene misurata una d.d.p.
di 1 V: 1 W = 1 VA.
Watt-luce
Unità di misura della potenza luminosa pari a 1 lumen.
Weber
(Wb) Unità di misura del flusso di induzione magnetica
nel sistema Sistema Internazionale, pari al flusso concatenato con una
sola spira che induce in essa una forza elettromotrice di 1 volt, annullandosi
a velocità costante in 1 secondo: 1 Wb = 1 Vs.
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